Referendum

Caro   blog   non   dormo    e   quindi   meglio   che   scrivo.   Caro   Renzi ,  che   errore   metterci   così   convinto   la   faccia.   E   gli   italiani   te   l’hanno   fatta   pagare.   Non   ho   mai   reso   pubblica   la   mia   preferenza   per   il   sì,   se   non   confidandomi   che   a   due   amici.   Ma   ora   che   i   giochi   son   fatti,   posso   dire   che   da   questo   referendum   esco   sconfitta   e   delusa.   L’Italia   si   consegna   festosa   nelle   mani   di   Grillo,   Brunetta,   Salvini   e   Meloni.   Io   che   detesto   in   primis   proprio   i   grillini   non   sono   affatto   festosa.    Vedo   un   futuro   per   nulla   roseo.   Di   nuovo,   dopo   questo   trionfo   del   no,      dopo   le   dimissioni   del   presidente   del   consiglio,   a   dover   cercare   un   nuovo   governo,   che   con   tutti   i   toni   aspri   con   i   quali   si   è   conclusa   la   faccenda,   poco   spazio   lascia   ad   accordi   facili.   Gli   italiani   hanno    optato   per   l’immobilismo,   non   hanno   creduto   di   dover   cambiare,   o   perlomeno   tale   cambiamento   è   per   loro   rappresentato   proprio   da   Grillo,   De   Maio,   Fico   e   company   (   vedi   anche   le   ”sindachesse”   ( termine   oggi   molto   in   voga )   elette   a   Roma   e   Torino. )   Cominceremo   da   oggi   in   poi   a   vivere    un   periodo   davvero   incerto,   instabile   pieno   d’incognite.   Il   no,   netto,   non   è   mai   propositivo.   Nel   sì   qualche   via   in   più   da   percorrere,   ce   la   vedo.    Ecco   in   quale   ottica   ho   votato   sì.   Volevo   provare   nuovi   percorsi.   Non   è   più   possibile.   Mi   dispiace.   Grazie   caro   blog-   diario,   a   te   posso   confidare   i   miei   stati   d’animo   , qui   posso   sfogarmi   alle  tre   di   notte   scrivendo   ciò   che   penso.

In   virtù   di   ciò,   vi   chiedo   cari   amici   di   evitare   commenti,   al   massimo   vi   concedo   un   ”mi   piace”.   Di   opinioni ,  in   tutto   questo   tempo   di    campagna   referendaria ,   ne   ho   sentite   a   iosa.   Voglio   per   un   po’   tenere   sgombro   il   cervello,   anche   se   presumo   che   d’ora   in   avanti   ci   sarà   tanta   ”roba”   da   dover   digerire,   e   lui   dovrà   molto   incamerare.   E   poi   francamente,   per   me,   è   molto   più   importante   che   leggiate   l’altro   mio   post   su   Padre   Davide   Maria   Turoldo   e   la   sua   preghiera   che   questo   mio   sfogo,   che   come   tale   dovrebbe   rimanere   mio   e   basta.   Permettetemi   solo   di   concludere   dicendo  :   ”povera   Italia”,   altri   soldi   da   buttare,   nuove   elezioni,   tutto   ricomincia   col   solito   tran   tran. Con   in   più    terremoti    e   alluvioni,   siamo   a   posto   direi.

Buonanotte   amici,   torno,  se   riesco,   a   dormire.   La   vostra   Isabella

David Maria Turoldo – Nel centenario della nascita – “Ballata della speranza “

Si avvicina a grandi passi il Natale cari amici e allora ho deciso di dedicarvi in questo tempo d’avvento questa splendida poesia di Padre David Maria Turoldo letta magnificamente da un mio carissimo e bravo amico, Luigi. Ringraziandolo di nuovo per avermela fatta conoscere eccola qui per voi e per Lucetta ( ricordi, ti avevo parlato di due sorprese per il tuo compleanno, questa è la prima). Baci a tutti e a breve buon otto dicembre. La vostra Isabella

Ad alta voce / En voz alta

NEL CENTENARIO DELLA NASCITA
David Maria Turoldo
(Coderno di Sedegliano, 22 novembre 1916 – Milano, 6 febbraio 1992)
Ballata della speranza
O sensi miei… Poesie 1948-1988
(Milano /Rizzoli – 2002)

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Johann Sebastian Bach
Violin concerto in E major BWV 1042
II Adagio
Itzhak Perlman
English Chamber Orchestra
Daniel Barenboim

(fotografie di L.M.Corsanico / Sur de Chile)

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Tempo del primo avvento
tempo del secondo avvento
sempre tempo d’avvento:
esistenza, condizione
d’esilio e di rimpianto .
Anche il grano attende
anche l’albero attende
attendono anche le pietre
tutta la creazione attende.
Tempo del concepimento
di un Dio che ha sempre da’ nascere.
(Quando per la donna è giunta la sua ora
è in grande pressura
ma poi tutta la sua tristezza
si muterà in gaudio
perché è nato al mondo un uomo.)
‘Questo è il vero lungo inverno del mondo:
Avvento, tempo del desiderio
tempo di…

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Rosberg

Stasera   una   bella   notizia.   Stupore   all’inizio   ma   subito   dopo   gioia.   Perché   ho   un   debole    per   questo   tipo   di   sportivi.   Rosberg   lascia   le   corse.   E   lo   fa   nel   momento   più   bello   per   lui,   dopo   aver   vinto   la   Formula   1   diventando   campione   del   mondo.

Ha   detto   che   quello   era   il   suo   sogno   fin   da   piccolo,   rincorso   e   poi   raggiunto.   e   che   ora   penserà   alla   famiglia   e   a   ciò   che   il   destino   ha   preparato   per   lui   dietro   l’angolo.

Come   dargli   torto?   Una   scelta   sensata   la   sua,   che   denota   maturità,   coraggio   e   voglia   di   fare   ancora   molto   nella   vita.   Venticinque   anni   dati   alle   corse,   sfidando   il   pericolo,   penso   giustamente   possano   bastare.   E   non   solo,   voglio   anche   ricordare   un   altro   grande   che   ha   lasciato   le   corse,   per   stare   e   dedicarsi   alla   famiglia ,  sfortunato,   al   quale   va   la   mia   preghiera,   il   povero   Shumacher.  

Due   grandi   sportivi   e   campioni,   sia   per   quello   da   loro   realizzato,   sia   per   le   loro   scelte   di   vita.

Due   campioni   da   imitare   che   amo   particolarmente.

Formula 1 2016, Nico Rosberg è campione del mondo

foto  –  La  Presse

 

 

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biografieonline.it

Questa   foto   di   Schumi   è   splendida

 

Dicembre tautogramma

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alcoslo.org

 

Dicembre

dimentichiamo

dolori

desiderio   di

donare

devotamente

diletto

dialogheremo

Dio

dolci

dorati

decorati

datteri

din   don

din   don

 

Isabella  Scotti

Trovo   doveroso   qui   dire,   che   i   tautogrammi   sui   mesi   che   ultimamente   ho   scritto,   sono   in   primis   un   regalo   fatto   alla   cara   amica   Marirò   che   penso   in   tanti   conoscerete.   E   l’ ho   fatto   come   regalo   anche   al   blog   della   NC   dove   scrivo ogni   tanto,   e   a   me   stessa.   Non   per   mania   di   grandezza   mi   troverete   così   un po’   di   qua   e   un   po’   di   là,   ma   semplicemente   per   condividere   con   più   persone.   Baci   a   tutti.

Acrostici misti dedicati a : Pupazzovi e Nicola e Giorgio

Carissimi   ho   qui   riunito   degli   amici   maschietti   che   mi   sono,   ognuno   per   le   proprie   caratteristiche,   molto   simpatici.   E   anche   perché   ho   pensato   fosse   ridicolo,   cioè   troppo   misero,   fare   un   acrostico   per   volta.   Quindi   ecco   a   voi…

 

P   upazzovi   ha   un   blog

U   nico   da   visitare.   I   suoi

  ersonaggi   o   di   cinema,   o   di   cartoni,   o   di   carosello,   sono

  ssolutamente   straordinari

  uzzurelloni   sembrerebbero   gradire   andare   a

  onzo   divertendosi

  ppure

  ivere   tutti

  nsieme   in   fila   su   delle   belle   mensole

http://pupazzovi.wordpress.com//

 

  icola   è   uomo   dalla   grande

I   ronia

  he   me   lo   rende   molto   simpatico

O   ltre   ciò   è   anche   molto   curioso,   ha   scritto   un   libro

L   eggetelo   così   come   pure   visitate   il   suo   blog.   Vi   divertirete   e   non   solo

  ma   viaggiare   con   la   moglie,   fedele   compagna,   e   molti   amici.   I   suoi   viaggi   sono   sempre   raccontati   con   spirito   e   dovizia   di   particolari,  con   l’aggiunta   di   foto   bellissime

http://nictrecinque42.wordpress.com//

 

G   iorgio   è

I   ntelligente,   divertente,

  riginale,   spiritoso   quanto   basta

R   icorda   spesso   episodi   della   sua

G   ioventù    raccontati   sempre   con

I   ronia   ma   sa   essere

ltre   ciò   anche   molto   serio   quando   ci   parla   dei   suoi   punti   di   vista   su   vari   argomenti   attuali   ,  aprendo   dibattiti   interessanti.

http://giomag59.wordpress.com//

 

Alla   prossima…

Ad un caro amico

E   allora   caro   Franco,   te   ne   sei   andato.   Finalmente,   dopo   tanto   soffrire,   hai   raggiunto   la   pace.   Quante   discese   e   risalite   nella   tua   vita.   L’ultima   risalita   però   si   è   fermata   a   metà,   hai   perso   le   forze.    Quanto   ci   mancherai   caro   amico.   Perché   la   tua   amicizia   l’abbiamo   vissuta   intensamente   per   quasi   sei   anni,   gli   anni   più   cruciali   della   tua   malattia,   più   di   una   a   dire   il   vero,   che   sono   stati   testimoni   del   tuo   decadimento   fisico.   In   realtà   erano   più   di   quarant’anni   che   ci   conoscevamo,   ma   la   vita   molto   spesso   divide   invece   di   unire   di   più.   Formate   le   nostre   famiglie,   il   nostro   percorso   ci   ha   portato   altrove,   per   farci   poi   di   nuovo   frequentare   quando   le   nostre   figlie   son   diventate   anch’esse   amiche.   Così   le   cose   cambiano   e   tutto   ricomincia.   Ma   che   tristezza   doverti   riavvicinare   per   perderti   così   presto.   Comunque   rimangono   nel   nostro   cuore   le   cene   pantagrueliche   a   casa   tua.   Eh   sì,   perché   eri   un   cuoco   mancato   .   Quanto   ti   piaceva   stare   ai   fornelli   anche   se   il   diabete   non   ti   dava   molte   chances   per   apprezzare   appieno   quello   che   preparavi.  Come   ti   piaceva   circondarti   degli   amici   più   cari   e   scegliere   per   loro   le   ricette   più   sfiziose,   ma   soprattutto   semplici   e   di   qualità.   E   quando   l’otto   di   dicembre   festeggiavamo   in   anticipo   il   Natale,   la   tua   tavola   era   sempre   imbandita,   anche   grazie   al   tocco   gentile   di   Susanna,   con   le   candele,   le   luci   calde   degli   abat-jour.   Persino   la   tua   badante   ucraina,   Maria,   partecipava   al   banchetto   preparando   piatti   tipici   russi.   E   poteva   mancare   il   vino   a   profumare   il   tutto?   Bottiglie   di   rosso   e   di   bianco   accompagnavano   i   vari   piatti.   Ma   prima ,  tutti   insieme   si   andava   in   chiesa ,  ad   ascoltare   l’ungherese   tua   mogliettina,   cantare   nel   suo   coro   le   musiche   più   belle   natalizie.   Come   tenevi   a   questo   appuntamento   che   ogni   anno   si   ripeteva   puntuale.   E   quante   volte   mi   chiedevi   con   Laura   di   leggere   poesie.   Com’era   d’atmosfera   tutto   ciò,   tu   dapprima   seduto   in   poltrona,   poi   sulla   sedia   a   rotelle,   ma   sempre   vitale   e   felice   d’averci   accanto.   E   tutte   le   partite   viste   con   Luciano,   Mimmo   e   Giuseppe  ?   La   tua   Juve   che   amavi   tanto.   Mi   tornano   alla   mente   tante   cose   caro   Franco,   che   sono   state   uniche,   ma   non   posso   dimenticare   tutte   le   volte   che   sei   stato   in   ospedale.   L’  asma   che   era   ormai   l’  altra   tua   vita   da   sempre   e   che   ti   ha   rubato   a   noi,   il   diabete   che   pur   nella   sua   tragicità   di   malattia,   ci   regalò   quel   viaggio   straordinario   a   Ferrara.   Quella   tua   visita   di   controllo   ci   catapultò   nella   magia   di   una   città   bellissima,   in   febbraio,   con   un   freddo   che   portò   neve   proprio   il   giorno   del   nostro   ritorno   qui.   In   macchina,   in   autostrada   fu   bellissimo ,  neve   ai   lati   in   uno   scenario   da   fiaba   e   strada   sgombra.   E   Battiato   come   sottofondo   a   cantare   anche   in   francese,   meglio   di   così… Ci   mancherai   caro   Franco,   e   di   te   mancherà   quella   voglia   di   vivere   anche   al  di   là   delle   malattie   che   a   poco   a   poco   ti   avevano   reso   invalido,   quella   tua   voce   che   squillante   mi   salutava   :   Isabellaaa,   quel   tuo   arrabbiarti   quando   la   Juve   perdeva ,   quelle   tue   lacrime   di   commozione   quando,   tutti   riuniti ,  parlavi   del   momento   in   cui   ci   avresti   lasciato,   noi,   Susanna,   i   tuoi   figli,   e   ora   anche   il   tuo   piccolo   nipotino   Leonardo.   Il   tuo   volto   nella   morte   è   rimasto   tale   e   quale,   un   trapasso   in   fondo   sereno   il   tuo.   Di   questo,   pur   nel   dolore   sono   felice.   Ti   vogliamo   tutti   bene   caro   Franco.   Arrivederci   e   prega   da   lassù   per   tutti   noi.

Suonare è magia…

Carissimi sto preparando un articolo che spero incontrerà il vostro interesse. Nell’attesa vi proporrò qualche mia cosetta. Eccone una. Baci a tutti. La vostra Isabella

Quel   pianoforte   in   casa,   la   nonna   lo   suonava   spesso.    Arianna,   incuriosita,   quando   rimaneva   sola   in   quella   grande   stanza,   si   arrampicava   sullo   sgabello   per   osservare   da   vicino   quei   magici   tasti,   dai   quali   sentiva   uscire   un   suono   melodioso.   Non   capiva   come   potesse   succedere.  Ignorava,   che   crescendo,  ben   presto,   quel   suono,   sarebbe   per   lei   diventato   pane   quotidiano.   Cominciò   a   studiare   ed   apprezzare   così   tanto   la   musica   che   le   note   imparate,   rimbalzavano   nel   suo   cervello   senza   tregua.   Ogni   giorno,   quotidianamente ,   si   sedeva   sullo   sgabello   e   leggendo   lo   spartito   di   turno,   cominciava   ad   esercitarsi   lasciando   che   le   mani   scorressero   sui   tasti,   con   una   facilità   che   stupiva   anche   lei.   Fu   così   per   parecchio   tempo,   ma   si   sa,   il   pianoforte   richiede   costanza   ed   amore   per   dare   buoni   frutti.   E   fu   così   che   arrivò   quel   giorno,   il   grande   giorno.   Suonò   per   un   pubblico   amante   della   musica   classica,   esperto   e   colto,   capace   d’apprezzare   chi ,  come   lei,   dopo   tanti   sacrifici,   vedeva   realizzare  …

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