PRIMO ACROSTICO
F orse è amore. Del
R esto ogni volta che lo vedo
E
M i sorride
I o
T remo
O h, sarà lui quello che cercavo?
SECONDO ACROSTICO
P rendimi ora.
A ccelera il battito, il cuore.
S enza di te son nulla.
S tringimi forte ch’
I o quasi non respiri ma che
O gni parte di me vibri.
N on ricorderò allora più chi sono , perchè
E stasi pura, vivrò.
TERZO ACROSTICO
I mpossibile
N egare quando
G ià tutto è
A ssolutamente chiaro.
N on sei più mio
N on ti voglio più
O dio , il solo guardarti.
Isabella Scotti
Ragazzi ma non è sempre così, almeno nella conclusione che potrebbe invece essere…
QUARTO ACROSTICO ( AGGIUNTA )
P er sincerità debbo dire che
E’ amore.
R isento spesso quel fremito, come un battito d’ali improvviso.
S o che anche lui lo avverte.
E così
M entre lo guardo ho la certezza che
P otremo
R estare per tutta la vita
E ternamente uniti, serenamente insieme.
Isabella Scotti 2015
testo : copyright legge 22 aprile 1941 n° 633
Un caro saluto a chi passerà di qui.
Nell’ antico calendario romano, Giugno era il quarto mese. Ovidio afferma che a questo mese è stato dato il nome in onore di Giunone, altri scrittori collegano il termine col consolato di Giunio Bruto. Tuttavia si tratta probabilmente di un riferimento all’agricoltura e in origine indicava il mese in cui crescono e maturano le messi. Gli Anglosassoni lo chiamavano ”il mese asciutto”, ma anche il ”mese di mezza estate”, per contraddistinguerlo da Luglio, ”il primo mese caldo”. In giugno cade il solstizio d’estate.
Enciclopedia britannica
Detti del mese
”Giugno piovoso porta messe copiosa”
” Giugno umido e piuttosto caldo al contadino non porta danno”
”Foschia in maggio e caldo in giugno di preoccuparsi non c’è bisogno”
”L’11 giugno San Barnaba porta giorno lungo e notte corta”
”A San Barnaba è bene cominciare il primo fieno a falciare”
”Di giugno, falce in pugno” ( suggerito da Gina http://sonoqui.wordpress.com )
L’angolo della poesia
Fugge maggio,
per far posto
al regale Giugno.
Ed eccolo alfine.
Pieno
della sua luce
dorata,
a portar letizia
e gioia.
I raggi del sole
si fan strada
tra le fronde.
Spighe di grano
ondeggiano
al vento e
lucciole di sera
s’illuminano d’incanto.
Eccolo Giugno,
arriva tionfante
accompagnato
dal canto degli uccelli
e si siede
sul suo trono,
tramutando
in oro lucente
le spente messi
della nostra terra.
Isabella Scotti
Poi i giunchi verdi, così smaltati e verdi,
I giunchi sussurreranno, frusceranno, fremeranno,
E sulla fluttuante foschia giungerà, ingioiellata,
E ricca più d’una regina, la libellula dagli occhi di giada
E si librerà sui fiori…aerea creatura;
Piccoli arcobaleni si rifletteranno sulle sue ali.
Jean Ingelow
Scintillante per lo splendore della rugiada
L’erica si perde nel mare di verde
Scott