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Guardandoti ,

mi commuovo

all’ idea

che non ci sei più.

E

se tu potessi

rispondermi,

mi verrebbe

da chiederti :

quali erano

le tue colpe

per morire

così ?

Forse

eri troppo

intelligente,

troppo bella,

troppo solare ?

Ma queste

non sono

colpe.

Sono qualità

che distinguono

una persona

da un’ altra.

E per questo

dovevi morire?

Tu,

ragazza

per bene,

laureata,

non meritavi

di finire

i tuoi giorni

brutalizzata

con quello

straccio

imbevuto

di candeggina,

infilato

in bocca.

Non riesco

a capacitarmi

di come un giorno

qualunque

di ordinaria

quotidianità,

possa trasformarsi

in orrore.

Perchè

cosi è stata

la tua fine,

un ” orrore ” :

non ci sono

altre parole

per definirla.

E mi fa

ribrezzo

pensare

a chi ha

potuto tanto,

a chi ti ha tolto

ai tuoi cari,

e ancor più

vedere in tv

la sua faccia

che ride.

Vorrei ora

che subisse

la tua stessa

agonia,

che si dimenasse

con gli occhi

imploranti

pietà,

mentre soffoca

avvelenato

come te.

Vorrei ,

ma so già

che così

non sarà.

Maledetto

essere ripugnante,

marcio

come una mela guasta

da buttare

Isabella Scotti settembre 2021

testo : copyright legge 22 aprile 1941 n° 633

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Oggi un’ altra donna è stata uccisa. Sei donne uccise in una settimana.

Vorrei gridare basta ma chi mi ascolta ?

Finitela uomini di uccidere le vostre donne. Non se ne può più.