versatilebloggerawardRingrazio   Carla   del   blog   http://ladimoradelpensiero.wordpress.com//

per   avermi   nominata   per   un   nuovo   the   versatile   blogger   award.   Il   primo   ricevuto   risale   ormai   al   2014.   Se   penso   al   tempo   che   già   è   passato…

Regole :

1)    ringraziare   chi   mi   ha   nominato   (  fatto  )

2)  mostrare   il   logo   del   premio  (  fatto  )

3)   condividere   sette   fatti   della   propria   vita  (  sto   per   farlo  )

4  )   nominare   10   blogger   e   avvisarli   (   non   lo   farò   ,   nominati   siete   tutti,   chi   vuole   può   aderire   e   scrivere   qualcosa )

 

Cominciamo  :

1  )    Quando   nel   lontano   1988   accompagnavo   all’asilo   mia   figlia,     attraversando   le   strisce,   con   il   vigile   che   fermava   il   traffico   per   dare   a   noi   pedoni   la   precedenza,   vidi   con   la   coda   dell’occhio,   venire   avanti   una   macchina.   Feci   in   tempo   a   passare   dall’altro   lato   Chiara ,  per   venire   presa   in   pieno.  Bel   volo   con   sette   punti   in   testa.   Una   mia   amica   che   passava   di   lì,   pensò   che   ero   morta.   Sono,   per   fortuna,   ancora   qui.  Chiara,   per   un   bel   pezzo,   ogni   volta   che   si   attraversava   la   strada   sulle   strisce   mi   stringeva   forte   forte   la   mano.

2)   Ricordo   una   festa   di   carnevale   a   casa   di   amici.  Divertentissima.   Tutti   ovviamente   mascherati,   ma   lasciatemelo   dire,   noi   eravamo   troppo   belli.   Mio   marito   era   Rugantino,   io   una   popolana   de’  Roma   con   una   di   quelle   camicette   con   volant   sul   davanti,   bianca   un   po’   scollacciata.   I   costumi   li   trovai   a   noleggio   da   una   signora   che   mi   consigliò   così   bene   sui   dettagli (   ornamenti  e   accessori )   tanto   che   facemmo   un   figurone.   Durante   il   carnevale   di   Venezia ,  invece,   ovviamente   fummo   molto   più   raffinati.   Mio   marito   con   la   classica   ”bautta’   bianca   e   mantello   nero   con   in   capo   il  nero   tricorno,   io   con   mantiglia  nera   e   maschera d’oro   con   stilizzati   arabeschi   neri   e   oro   su   labbra   e   occhi.  Ci   vestimmo   così   al   nostro   ritorno, andando   a   pranzo   da   mia   suocera   che   ricordo   si   spaventò   un   poco   trovandosi   di   fronte   due   tizi   che   mai   si   aspettava   di   vedere.   Negli   anni   che   seguirono   le   maschere   furono   più   casalinghe   fino   ad   arrivare   ad   un   costume   composto   solo   da   una   coda,   un   cappuccio   con   orecchie   e   guanti   maculati   :   il   mio   tre   pezzi   da   tigre.   Utilizzato   anche   quest’anno   per   accompagnare   Arianna   alla   sfilata   dei  carri.

3)  Oltre   ad   essere   investita,   ho   anche   vissuto   l’esperienza   di   un   drammatico   incidente   che   fortunatamente   non   ha   coinvolto   direttamente   me,   né   mio   marito   né   mia   figlia   con   i   quali   mi   trovavo   in   quel   momento   in   macchina,   ma   solo   un   povero   motociclista   che   ci   è   venuto   addosso.   Vederlo   immobile   sull’asfalto   è   stato,   vi   assicuro   un   trauma   non   indifferente.   Quanto   piansi   non   ve   lo   posso   dire.   Una   cosa   però   si.   Pregai   giorno   e   notte,   di   continuo   sperando  uscisse   dal   coma   e   fui   esaudita.   Un   miracolo,   che   ancora   oggi   a   distanza   di   tempo   non   posso   dimenticare

4)  Un’estate ,   in   montagna   ad   Alba   di   Canazei,   eravamo   con   amici   arrivati   per   vivere   le   nostre   vacanze,   rilassarci   nel   cuore   delle   Dolomiti.   Ci   trovavamo   proprio   con   l’albergo   sotto   il   sentiero   che   tante   volte   da   ragazza   con   i   miei   avevo   affrontato ,  per   salire   al   rifugio   Contrin ,  ai   piedi   della   Marmolada.   Bè,   il   pomeriggio   dopo   l’arrivo,   lasciando   riposare   in   camera   mio   marito, con   lo   spirito   di   beata   gioventù,   andai   da   sola   fino   al   rifugio,   per   poi   tornare   saltellando   come   un   grillo   in   discesa   .   Il   percorso   arduo   in   salita,   è   abbastanza   ripido,   una   strada   fatta   di   pietre,   faticosa   negli   anni   seguenti   ma   all’epoca   per   me   che   adoro   la   montagna,   assolutamente   soddisfacente   e   piacevolissima.   Un   ricordo   indelebile.

5  )   Nella   Val   di   Genova,   invece,   nelle   Dolomiti   di   Brenta,   una   volta   con  dei   cugini   di   mio   padre   e   con   i   miei   festeggiammo   il   mio   compleanno,   il   16   agosto.   Mio   cugino   mi   portò   una   torta   di   carote,   di   cui   all’epoca   ignoravo   l’esistenza   ed   ero   molto   restia   ad   assaggiare,   delusa,   avendo   sperato   in   un   dolce   migliore.  Da   allora   ne   sono   un’estimatrice  .

6)   Poi improvvisamente è arrivato il mare. Per me,  che ho sempre avuto rapporti difficili con l’acqua e il sole, per via della mia pelle chiara, una scoperta. La prima volta che ne ebbi coscienza, di come cioè potesse affascinare una come me totalmente innamorata della montagna, anche per le mie origini venete, fu andare quella notte in barca. Avrò avuto circa quindici anni. Avevo un’amica allora , anch’essa dai capelli rossi ma con la pelle più scura  della mia, senza  problemi quindi col sole e l’acqua, che aveva casa a Civitavecchia , proprio sul mare. Il padre amava andare a pesca. Ricordo che i loro inviti a trascorrere qualche giorno in quella casa mi facevano felice,  perchè potevo stare con la mia amica e divertirmi. In una di quelle direi ”vacanze”, il padre mi propose di partecipare ad un’uscita particolare per una pesca ”notturna”. E fu così che alle tre di notte, mi ritrovai in una barca con pescatori veri, lampare e reti gettate in mare per pesci pronti ad abboccare. Non avevo mai provato l’emozione di dondolarmi con una imbarcazione sul pelo dell’acqua. E quest’ultima, che  con un tenue tremolio, appena percettibile ,brillava sotto le luci delle lampare,  procurò in me una tale euforia che, forse, ma direi anzi certamente,complice l’età e quel pizzico di avventura che si respirava in quella uscita, per me, nuova e affascinante,  mi spinse a fare il mio primo e direi, unico bagno al largo. Non sapevo nuotare ma reggersi a galla fu facile. Non so come ci riuscii, ma ricordo solo di non aver avuto paura  ,  e così per la prima volta scoprii la bellezza e la vastità del mare.  Da allora, non è che mi sia passata del tutto quella specie di diffidenza che nutro tuttora purtroppo per l’elemento ”acqua”. Debbo  dire  però  che l’esperienza di allora mi rese forse più decisa a prenderne confidenza   e   ciò  mi   aiutò   per  un   futuro  che  a mia insaputa, avrebbe visto il mare entrare nella mia vita con  cadenza regolare.

7)   La mia casa, dove ho sempre vissuto,   dai   cinque   anni   in   poi,   fino   a   quando   mi   sono   sposata,   mi ha dato molto,   sia in termini affettivi,   sia per il piacere che mi dava il poter stare,  d’estate, all’aria aperta in mezzo ai fiori, coltivati dai miei, all’ombra degli alberi di ulivo. All’  epoca,  parlo degli anni sessanta, confinavamo con un grande campo di grano dove proprio d’estate si giocava a nascondino dietro i covoni, mentre ricordo la calma che c’era intorno mentre leggevo appoggiata ad  un   albero  ”Pattini d’argento”. Era quando, dopo  pranzo,  si portava del cibo avanzato al caro Cheli, il cane dei contadini che curavano il campo.  Era quando, insieme ai loro figli,  si mungevano le mucche o si guardavano ridendo i maiali del recinto nella loro vicina fattoria, rotolare nella terra. Era una gioia poter conoscere la loro vita, l’ amore che mettevano in ogni gesto quotidiano di duro lavoro. Mai stanchi, mai una sola volta ho sentito qualcuno lamentarsi della vita faticosa a loro toccata. Era sempre e comunque un darsi da fare e si sa, il lavoro nobilita l’uomo. Ora purtroppo le cose sono cambiate e quel campo di grano non c’è più. Ci sono ville con grandi giardini, c’è più lusso e comodità, ma quella vita vera mi manca un pochino, almeno mi sarebbe piaciuta farla conoscere   ad  Arianna che    avrebbe  sicuramente  gradito.

 

Nessuna   nomination  ma   un  grande   abbraccio   a   tutti   voi.  La   vostra   Isabella

 

Annunci