Ricordando mio padre…dal blog ”la nostra commedia jalesh 2”

Immagini  fugaci
di   un  tempo   lontano,
tornano,
a  volte,
alla  memoria.
Arrivano,
si  fermano  un  pò
e  tornano  là,
da  dove  sono  venute.
Immagini
che  sembrano
materializzarsi
all’improvviso.
Ed  ecco  allora
comparire
come  per  incanto
mio  padre,
che  aprendo
la  porta
della  cameretta,
ci  dà  il  risveglio,
e  al  tempo  stesso
ci  ricorda
che  è  l’ora.
Quale?
Quella  ideale
per  andare
a  funghi  nel  bosco.
Sembra
rivivere
una  fiaba.
I  cestini
per  la  raccolta,
gli  stivali
per  affondare  meglio
nella  terra  umida
del  sottobosco.
L’aria  fresca
del  primo  mattino
sferza
i  nostri  volti,
e  nulla
è  comparabile
al  trovarsi
soli,
immersi  nel  silenzio,
con  il  sole
che  timidamente
si  fa  strada
tra  i  rami  
degli  alberi,
che   ci  osservano
calpestare
rami  secchi  e
foglie  bagnate.
”Eccolo…è  un  porcino.
Guarda  com’è  grande  papà.
L’ho  visto  per  prima,
ho  battuto  tutti…”
Chiudere  gli  occhi
un  istante
per  fermare

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