Il  Carnevale  ha origini  molto  lontane  ed  è  collegabile  a  quelle  feste  religiose  che  presso  tutti  i  popoli  si  celebravano  per  propiziarsi  l’anno  nuovo  che  arrivava.  Già  nell’antico  Egitto  furono  in  uso  fin  dal  527 a.C,  festeggiamenti  che  si  svolgevano  con  mascherate.  In  un  giorno  stabilito,  un  bue  con  le  corna  dipinte,  infiocchettato  e  coperto  di  un  drappo  finemente  lavorato,  percorreva  le  vie  con  un  fanciullo  in  groppa.  Lo  seguiva,  cantando  inni,  una  gran  folla  di  uomini,  donne,  vecchi,  giovani,  con  travestimenti  e  maschere. Per  sette  giorni  duravano  i  pubblici  divertimenti,  i  banchetti,  le  danze,  le  mascherate,  fino  al  sacrificio  dell’animale,  che  avveniva  tra  le  preghiere  dei  sacerdoti.  Questa  tradizione,  accertata  anche  in  Nubia,  in  Etiopia,  in  Mesopotamia,  si  trasmise  in  Grecia  con  il  nome  di  Baccanali.  Un  uomo,  travestito  da  dio  Bacco,  con  la  fronte  inghirlandata  di  pampini  e  grappoli  d’uva,  procedeva  su  un  carro  trainato  da  buoi,  mentre,  ammassati  nelle  strade,  uomini  e  donne  in  maschera  cantavano  e  danzavano  licenziosamente.  Tali  feste  passarono  a  Roma,  dove,  con  altro  nome,  vennero  dette  Lupercali  o  Saturnali  e  sopravvissero  fino  al  492  dell’Era  cristiana  quando  il  Papa  Gelasio  I  decise  di  abolirli  per  introdurre  la  festa  della  Purificazione  della  Vergine  o  Candelora ,  che  al  pari  di  molte  altre  solennità  religiose  è  la  sostituzione  di  un  rito  sacro  ad  uno  profano.  Secondo  un’altra  versione ,  è  più  probabile  che  la  Candelora  si  sia  sovrapposta  alla  festa  in  onore  di  Cerere  che  le  donne  pagane  celebravano,  sempre  a  metà  febbraio  portando  in  giro  torce  e  candele  accese. Le  feste  lupercali  comunque  dopo  una  breve  parentesi,  rinacquero  sotto  il  governo  dei  Longobardi  e  resistettero  fino  al  625.  Le  feste  lupercali,  che  secondo  alcuni  sarebbero  state  istituite  dagli  stessi  Romolo  e  Remo  in  onore  della  lupa  che  li  aveva  allattati,  avevano  inizio  il  quindicesimo  giorno  di  febbraio;  per  sette  giorni  si  sospendeva  ogni  attività;  si  chiudevano  i  negozi,  le  scuole,  i  tribunali;  si  aprivano  i  circhi,per  le  strade  si  conducevano  carri  trainati  da  animali  bardati  bizzarramente;  si  svolgevano  cortei  e  mascherate ;  i colpevoli  venivano  graziati.   I  padroni  servivano  a  tavola  i  servi;  gli   schiavi  erano  liberi  di  insultare  i  padroni  e  di  aggirarsi  ubriachi  per  le  strade. All’origine  i  Saturnali  erano  nati  come  cerimonia  per  auspicare  la  fecondità;  i  sacerdoti  luperchi,  completamente  nudi,  correvano  per  le  vie  e  percuotevano  con  una  striscia  di  pelle  caprina  tutte  le  donne  che  incontravano,  che  uscivano  apposta  per  farsi  battere.  Sempre  nello  stesso  periodo  dell’anno,  cadevano  altre  feste  tipicamente  romane,  come  le  Quirinali,  in  onore  di  Romolo (17 febbraio),  e  le  Fornaciali,  in  onore  di  Fornace,  la  dea  dei  panettieri (18 febbraio).  Nei  primi  secoli  dell’Era  cristiana,  tutte  queste  feste  avevano  ormai  perduto  il  loro  significato  originario  ed  erano  andate  sempre  più  assumendo  il  carattere  di  riti  plebei ,  improntati  alla  più  sfrenata  licenza  e  oscenità.

fonte ”Carnevale Veneziano”    curato  da  Antonio  Giubelli

http://www.cultor.org/Mantegna/M.html

Se volete dare un’occhiata a questo link troverete, a parte i vari soggetti meravigliosi di Mantegna anche una sua opera riproducente un Baccanale. Sulla colonna a sinistra digitate in fondo :  ANDREA MANTEGNA.  Scorrete i dipinti fino all’opera sul Baccanale. Buona visione

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