Il cognome Van Beethoven significa ”dall’orto delle barbabietole”. Quindi anche se quel van (equivalente al von dei tedeschi), potrebbe far pensare ad origini patrizie, la famiglia di Beethoven,originaria di Malines nelle Fiandre,non aveva radici di nobiltà. Anzi a scorrerne rapidamente l’albero genealogico, nelle ultime  generazioni non vi si trovano nemmeno ricchi borghesi: un Guglielmo van  Beethoven è mercante di vino in Belgio, suo figlio Enrico Abelardo Beethoven è sarto, e il figlio di quest’ultimo che si chiamerà Ludwig, abbraccerà la carriera musicale e sarà il nonno del grande Beethoven. Nonno Ludwig è un personaggio importante nella sua vita, non solo perchè facilmente si può presumere che fu lui ” per li rami” a trasmettere al nipote la scintilla della musica, ma perchè lasciò una forte impronta nella personalità del ragazzo, che lo ammirava molto.Nonno Ludwig percorse una seria carriera  di musicista. Attorno al 1730 fu cantore al Capitolo Sanctum Sanctorum a Lovanio, poi direttore di coro, ”MUSICUS” di corte, e infine con nomina del principe Massimiliano Federico, conseguì, trasferendosi a Bonn, l’incarico di KAPPELMEISTER, uno dei più ambiti riconoscimenti per i musicisti del settecento. Uomo di sicura competenza musicale e di elette virtù,non fu molto fortunato nella vita familiare. La moglie infatti, Maria Josepha Poll, era una poco di buono, dedita all’alcool, al  punto che fu necessario rinchiuderla in una casa di cura. E quell’incurabile vizio del bere sarà ereditato dal figlio johann, padre del grande Ludwig .E questo padre, tenore alla corte di Bonn, era un uomo gretto , squilibrato che prediligeva più le osterie che la musica. Ma tra tutti i difetti aveva anche un pregio,e cioè aver capito la grande attitudine del figlio per la musica. In casa fu il suo primo maestro ma i suoi metodi erano aspri, insensati. Costringeva il piccolo di quattro anni per ore ed ore al clavicembalo; e se tornava di notte ubriaco, lo tirava giù dal letto perchè si esercitasse sulla tastiera fino all’alba. Ludwig pensò ad un certo punto, sotto la spietata coercizione paterna, di abbandonare la musica. Quando il nonno di Beetthoven venne chiamato a Bonn, erano i tempi dell’elettore  Clemente Augusto, amante del fasto, delle belle donne, della musica. Nel suo castello si tenevano feste, drammi all’italiana. Casanova racconta di un carnevale molto vivace con le dame vestite da contadine.Clemente Augusto pagava piuttosto male i suoi dipendenti, e il nonno dovrà commerciare in vini per arrotondare il salario. La situazione migliorerà sotto l’elettore Massimiliano Federico.

Inizio qui a parlare un pò della vita, attraverso vari momenti e curiosità, di Ludwig Van Beethoven  la cui opera musicale  mi ha sempre affascinato. Mi piace  presentarlo in questa veste di uomo al di là di ciò che ha significato per la musica pur restando non isolato da essa. Spero di interessarvi e vi aspetto alla prossima puntata

fonte :    I Grandi di tutti i tempi :  Beethoven ( periodici Mondadori )

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