Oggi sono malinconica. Ho sentito che sono morti  Piero Mazzarella e Andrea Brambilla in arte ”Zuzzurro”. Ora, quando muore qualcuno, in realtà si è sempre tristi, ma quando muoiono personaggi  che hanno fatto dell’arte il proprio mestiere, in questo caso parliamo di teatro, non posso che restare addolorata. Penso che il motivo sia, oltre che diventare consapevole sempre più del tempo che passa, il chiedermi se ci sono ancora attori di teatro , e parlo di  quello con la T maiuscola, in grado di reggere confronti con tutti gli artisti che li hanno preceduti.  Oggi se ne è andato un attore che negli anni in cui la televisione ”educava” si vedeva spesso in commedie dove la parte principale spettava al dialetto milanese. Piero Mazzarella aveva fatto di quel dialetto il suo cavallo di battaglia, e lo interpretava attraverso le figure più vere dei milanesi dei quartieri poveri, in quegli agglomerati di palazzi le cui abitazioni si affacciavano , sporgendosi da ringhiere, su cortili interni agli stessi.Ricordo le sue interpretazioni seduto attorno ad un tavolo in legno, di quelli di una volta,  sulla sedia anch’essa di legno con un buon bicchiere di vino accanto e ricordo la sua voce rauca ma simpatica che mi divertiva tanto nonchè quella sua vaga somiglianza con Robert Mitchum. E ricordo il teatro un pò surreale di Zuzzurro in coppia con il cognato Gaspare. A volte ci dimentichiamo  delle persone che hanno rallegrato o accompagnato per un pò di tempo la nostra vita, per poi ricordarcene nel momento della loro morte. Così, va la vita, a quanto pare.

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