Scrivere è un piacere inaspettato arrivato all’improvviso. Non ricordo di avere mai scritto, tranne quella volta in cui il dolore si fece strada in me in maniera atroce: mio padre e la sua perdita a sessantadue anni, troppo presto per me.L’ho fatto quindi per esorcizzare quel dispiacere, scrivendo di lui in un diario segreto che tengo in un cassetto come quasi una reliquia. E a distanza di anni, mentre allora  ero io a trovarmi in ospedale per un intervento, ecco prendere  carta e penna e cominciare a scrivere… Da lì questo piacere è diventato quasi una droga. Eccomi seduta, sempre più schiava della penna e di tutte quelle parole che improvvisamente escono fuori una dietro l’altra e debbono essere imprigionate, fermate su fogli di block notes, agendine (addirittura ricordo di aver scritto su di uno scontrino) per non dimenticarle, e perderle definitivamente.

Annunci